Oggi si parla tanto di ritorno alla terra, di riscoperta dell’agricoltura e della vita nei campi. Ma per me non è un ritorno, perché dalla campagna non me ne sono mai andato. Sono un contadino prestato alla professione, uno che la terra l’ha sempre vissuta sulla propria pelle, che ne conosce la fatica, i sacrifici e le speranze. Ed è proprio per questo che, meglio di altri, posso capire le vere necessità di chi lavora ogni giorno nei campi.
Sono nato nel cuore della Romagna rurale, figlio di mezzadri di vecchio stampo, quelli che per Natale portavano i capponi al padrone. La terra, per me, non è mai stata solo un luogo di lavoro, ma un’identità, un modo di vivere. A 14 anni ero già trattorista, guidavo la colonna dei mezzi agricoli durante la trebbiatura, spostando trebbia, imballatrice e carovana da un podere all’altro. Ero uno dei pochi eletti a sedere alla tavola del contadino accanto al padrone, al caporale e al macchinista, mentre gli altri operai mangiavano dalla gavetta. Una soddisfazione enorme per un ragazzo della mia età.
La mia formazione è continuata all’istituto agrario di Cesena, poi ho dedicato oltre trent’anni ad una organizzazione professionale del settore agricolo, vivendo da vicino le battaglie e le sfide degli agricoltori. Ma, alla fine, la mia vera natura è sempre quella del contadino. Ho scelto di continuare questo percorso da libero professionista, senza vincoli politici e imposizioni, per affiancare le imprese agricole con un approccio pratico e imprenditoriale, lontano da logiche assistenzialistiche.
Ora, con l’età della pensione che si avvicina, ho deciso di tornare ancora di più alla mia vera essenza: l’agricoltura. Ho fondato la mia azienda, Il Sogno di una Vita soc. agr. s.s., dove coltivo vigneti e cereali in rotazione.
Le mie vacanze e i miei fine settimana li passo in campagna, perché il lavoro nei campi, quello vero, non è un mestiere da “villani”, ma una professione che richiede umiltà, passione e una grande responsabilità sociale. Chi lavora la terra non è solo un produttore, ma un custode del territorio e delle tradizioni.
E questo è il messaggio che voglio trasmettere ai giovani: non sottovalutate questo mestiere. La terra ripaga chi la ama e la rispetta. E io, che sono nato contadino e lo sarò per sempre, ne sono la prova vivente.